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Colori caldi e spirito del luogo per un centro sportivo

By 28 Febbraio 2020 Aprile 28th, 2020 No Comments

A Dunkerque, città del nord della Francia, il progetto del “Patinoire”, centro sportivo per il pattinaggio sul ghiaccio, progettato dall’Agence Chabanne, studio di architettura e ingegneria fondato da Nicolas Chabanne con sedi a Parigi, Lione, Aix-en-Provence e Ginevra, ha preso ispirazione dal luogo dove è stato costruito, tra terra e mare.
Lo spazio di 7.500 m2 sul quale è stato edificato si trova sul “Molo 1” del porto, di fronte al nucleo storico della città, ed è all’interno di un’area sottoposta a totale riqualificazione con una forte composizione lineare sottolineata dalla presenza di binari in disuso, dal limite del mare e dalla Halles aux Sucres, un edificio storico la cui facciata è rivestita da tradizionali mattoni rossi.
La facciata del “Patinoire”, interrotta dalla grande vetrata che determina un collegamento visivo con l’esterno – come dice Nicolas Chabanne dell’omonimo studio: «(…) crea un gioco di rimandi con il patrimonio esistente. Dall’interno della pista, la connessione visiva è stabilita con la storia del luogo e con la Halles aux Sucre» – è rivestita da moduli rettangolari di pannelli di alluminio forato e lavorato superficialmente, verniciati a polvere con un prodotto della collezione Patina di Adapta Color, con ciclo ad elevata durabilità.

UN COLORE EVOCATIVO


Il colore scelto, Effervescent Earth, prende ispirazione dall’atmosfera del luogo, con una storia industriale alle spalle, e con questo si armonizza attraverso un richiamo di materiali e colori caratteristici, come la lamiera di ferro arrugginito, di un colore caldo che si accorda con quello del mattone rosso della facciata dell’edificio storico. Una ricerca che richiama quanto indagato da Christian Norberg Schulz alla fine degli anni ’70 nel saggio “Genius Loci. Paesaggio ambiente architettura”, in particolare gli aspetti legati al sito con una precisa identità, riconoscibili, con caratteri che possono essere eterni o mutevoli. E’ lo “spirito del luogo” che gli antichi riconobbero come quell’entità con cui l’uomo deve scendere a patti per acquisire la possibilità di abitare, dove ogni singolo materiale deve essere interpretato e compatibile con l’ambiente. Scrive Norberg Schulz: «(…) cosa intendiamo con la parola “luogo”? Ovviamente qualcosa di più di un’astratta localizzazione. Intendiamo un insieme, fatto di cose concrete con la loro sostanza materiale, forma, texture e colore. Tutte insieme queste cose definiscono un “carattere ambientale”, che è l’essenza del luogo».

UNA FACCIATA VIBRANTE

L’aspetto della facciata è reso oltremodo vibrante con una serie di perforazioni di diversa dimensione e striature dei pannelli d’alluminio che ricordano le scie create dai pattini sul ghiaccio e allo stesso tempo lasciano filtrare la luce naturale sulla parete retrostante definendo un artistico gioco di luci e ombre e, allo stesso tempo, schermando la luce diretta.
Una lavorazione complessa che difficilmente si può ottenere con l’utilizzo di lamiere d’acciaio con patina di ruggine che questa finitura a polveri di Adapta Color evoca. Il Corten è un marchio registrato dell’acciaio brevettato dalla United States Steel Corporation nato come materiale che si autoprotegge in esterno – è detto anche weathering steel – usato soprattutto per ponti e altre strutture esterne, che ha avuto negli ultimi anni un enorme successo anche in applicazioni “decorative”. In effetti l’uso di questo materiale in contesti diversi da quelli originari presenta alcuni aspetti critici come:

  • richiede una manutenzione programmata, tanto che negli Stati Uniti dove questo materiale è stato adottato in moltissimi contesti, soprattutto in opere infrastrutturali, viene richiesta l’applicazione di sistemi organici di protezione
  • il dilavamento della patina passivante inorganica (la “ruggine” indotta) crea macchie di sporco difficilmente asportabile, soprattutto su alcuni materiali come la pietra, il cemento e altri materiali porosi
  • in alcuni contesti ambientali – non solo in ambiente esterno – la patina non si forma in modo omogeneo ma agisce in modo incontrollato
  • nel caso di graffiti o danni superficiali non previsti dove la patina viene attaccata è impossibile ricondurre l’aspetto allo stato originario se non con interventi complessi.

IMPRONTA AMBIENTALE


Un altro aspetto sviluppato dal progetto è stato quello dell’impronta ambientale. Il gruppo di lavoro degli ingegneri ambientali dell’Agence Chabanne ha lavorato per ottenere un edificio salubre e confortevole e ridurre al minimo il consumo energetico, con soluzioni tecnologiche d’avanguardia (il Patinoire è uno dei primi edifici pubblici francesi che utilizza la CO2 come liquido refrigerante). Da questo punto divista il laboratorio R&D di Adapta Color ha calcolato l’impronta di carbonio delle proprie vernici a polveri arrivando a elaborare una EPD (Environmental Product Declaration) secondo ISO 14025, mentre il calcolo delle emissioni di composti organici volatili secondo la norma ISO 16000-9:2006, ha determinato il traguardo della categoria A+ (emissioni molto basse).
L’aspetto della durata e della resistenza in ambiente difficile (il Patinoire si trova in riva al mare) è stato risolto, per ottenere una completa protezione, con un ciclo di verniciatura costituito da primer + vernici in polvere classe 2 resistente anche in zona marina, classificata dalle norme C5-M.

 

photo credit @Guillame Guérin

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