Porte e finestre sono aperture sul mondo, ci permettono di allungare lo sguardo oltre le mura di casa. Consentono l’ingresso di luce ed aria nuova, elementi fondamentali per rigenerare ambienti e idee. Lo sanno bene da Verniciatura Cortevesio, dove i serramenti in legno vengono lavorati quotidianamente. Il suo titolare, Roberto Cortevesio, è un imprenditore presente in ciò che fa, totalmente coinvolto nel suo lavoro e sempre alla ricerca della massima qualità produttiva. II lavoro da fare è sempre tanto, e i ritmi sostenuti, al punto che sembrerebbe non esserci più spazio per altro. E invece di spazio ne trova, proprio per guardare oltre le proprie mura, esplorare orizzonti, far crescere nuove idee.

SCOMMESSA GREEN


Due anni fa la sua azienda ha fatto una scelta coraggiosa, quando con ICA ha deciso di intraprendere un percorso che l’ha poi portata ad investire su vernici ricavate da fonti rinnovabili. Una visione lungimirante, che intuiva e precorreva con largo anticipo i tempi che oggi viviamo, con il tema ecologico che è salito alla ribalta, dibattuto da tutti i media.
Il cambiamento è stato abbracciato con decisione, tanto che ora tutti gli impianti di cui dispone l’azienda operano utilizzando vernici Arborea Bio: «Noi ci crediamo. Nel momento in cui i test hanno confermato l’affidabilità dei prodotti, attestandone una durabilità pari a quella delle vernici tradizionali e persino un leggero miglioramento in termini di resistenza all’umidità, abbiamo intrapreso questo percorso con convinzione, utilizzando esclusivamente vernici che non contenessero materie di origine fossile».
L’azienda lavora per quattro province (Torino, Cuneo, Asti ed Alessandria), conta una quindicina di dipendenti ed è provvista di tre impianti: nel primo si effettua l’impregnazione, nel secondo, dotato di un robot antropomorfo, vengono eseguite le finiture laccate; il terzo impianto dispone invece di un reciprocatore, che viene sfruttato per realizzare fondi e finiture trasparenti. Il tutto con un potenziale produttivo di centotrenta serramenti finiti (completi di accessori) al giorno. Numeri importanti, di difficile gestione, e che nonostante questo non sembrano inficiare la qualità dei prodotti finiti.

STANDARD ELEVATI

Proprio la qualità è uno dei temi più cari a Roberto Cortevesio che, conforme a questo principio, ha deciso di non lavorare con cicli economici e di puntare solo su cicli a quattro mani. Inoltre, grazie all’utilizzo di tecnologie elettrostatiche, dedica un’attenzione maniacale ai dettagli comunemente più trascurati in fase di verniciatura, come gli spigoli, il telaio, il bordotelaio e i coprifili. Ma uno standard produttivo elevato non passa solo dalla verniciatura, poichè questa deve necessariamente fare i conti con la scelta dei materiali, e su questo aspetto Roberto insiste, allargando il discorso al settore per cui lavora, quello del legno: «Un legno di qualità dura nel tempo, molto più della plastica, che invece comporterà problemi di smaltimento enormi». La gente vuole legno, e lo dimostra la produzione di tutti questi finti che vengono poi messi in commercio.
Una visione green complessiva dunque, che Cortevesio e ICA si impegnano a diffondere non solo tramite il proprio lavoro, ma anche mediante seminari e collaborazioni con il mondo delle università.

CONCLUSIONE


A un anno ormai dalla decisione di utilizzare le vernici ecologiche si può dire che il test sia stato superato, in quanto, ci raccontano, dal punto di vista della trasparenza i nuovi prodotti si sono dimostrati migliori rispetto a quelli tradizionali, e in termini di spruzzabilità e morbidezza hanno garantito risultati simili, e di certo non inferiori. Parlando di numeri, la scelta virtuosa ha permesso all’azienda un risparmio negli ultimi 12 mesi di 57.000 kg di CO2 in atmosfera equivalenti a 480.000 km percorsi da un’auto. Da sottolineare è allora il ruolo di responsabilità che Cortevesio si è assunta, investendo su vernici estratte da fonti rinnovabili e contribuendo in questo modo alla diffusione di una cultura produttiva rispettosa non solo dell’ambiente, ma anche delle condizioni di lavoro di chi, in mezzo alle vernici, opera quotidianamente.
La strada è stata tracciata, e l’auspicio è che lo sforzo compiuto possa dare sempre più frutti.
A beneficiarne sarebbero anche gli utilizzatori finali, messi nelle condizioni di godere di ambienti più sani e finalmente depurati dalle emissioni tipiche dei prodotti verniciati in modo tradizionale.

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