Cerve è un’azienda di Parma che vanta quasi settant’anni di esperienza nella decorazione della ceramica e del vetro (da cui il nome: CERamica e VEtro), specializzatasi nel tempo principalmente nel settore vetrario, integrandosi col sistema produttivo delle grandi vetrerie e adeguandosi da subito ai ritmi e all’organizzazione industriale.
Negli anni ’70 Cerve si occupa prevalentemente di seconde lavorazioni su vetro tra cui una linea di verniciatura con colori ceramici mentre negli anni ’80 comincia a proporsi con successo sul mercato con marchi e decori propri su vetro, strutturandosi in due divisioni: una dedicata alle lavorazioni per conto terzi, l’altra alla decorazione e commercializzazione di articoli in vetro per cucina e casa. È proprio in questi anni che l’azienda implementa l’attività di rivestimento del vetro, specialmente per i settori food&beverage e profumeria, con impianti di verniciatura a liquido e a polveri.
Negli stessi anni Cerve comincia una politica di forte espansione, aprendo nuovi stabilimenti dotati di sistemi tecnologici all’avanguardia, che porta l’azienda, negli anni ’90, a diventare leader mondiale nella meccanica applicata al decoro su vetro, rivolgendosi con successo a un mercato molto esigente che richiede un prodotto sempre più raffinato e unico.

LA DIVERSIFICAZIONE


Ed è proprio cavalcando l’onda della richiesta e dell’esigenza di “unicità” che Cerve, vent’anni fa, comincia un lungo percorso di specializzazione nel settore del casalingo: «dapprima utilizzavamo prodotti ceramici (inorganici) – spiega Massimo Santamaria, responsabile del laboratorio R&S di Cerve – che, se da una parte conferivano al manufatto buone caratteristiche di resistenza, consentivano dall’altra l’utilizzo di una ridotta gamma di colori. Consapevoli di queste limitazioni e desiderosi di raggiungere degli ottimi risultati, in collaborazione con Eptacoat, nostro storico partner oltre che fornitore di prodotti vernicianti, abbiamo iniziato a utilizzare anche e soprattutto prodotti organici, studiando e ricercando sempre nuovi effetti, colori e soluzioni come i decori ad alto spessore».
«La comunicazione e lo scambio tra i nostri laboratori – prosegue Lanfranco Sabato, responsabile commerciale di Eptacoat – costituiscono un valore aggiunto che ha permesso a entrambe le realtà di raggiungere degli obiettivi molto ambiziosi. Rappresentiamo due aziende italiane che lavorano sinergicamente investendo molto tempo ricercando il miglior risultato possibile, quel quid che identifica un prodotto. Avere lo stesso modus operandi aiuta molto e rende il lavoro stimolante, per quanto impegnativo».
Cerve, grazie all’intuizione precoce della necessità di diversificare la propria attività in un contesto di mercato che da lì a poco si sarebbe rivolto sempre più verso la qualità, piuttosto che verso la quantità e ritenendo il settore del casalingo molto più stimolante, ha concentrato gran parte delle risorse in questa direzione: «il flacone del profumo, piuttosto che la bottiglia di liquore o quant’altro, sono più semplici da verniciare rispetto a una tazzina – spiega Cesare Silvi, direttore di stabilimento di Cerve -. Quest’ultima, oltre che essere a contatto diretto con l’utilizzatore, dovrà resistere a un numero indefinito di lavaggi in lavastoviglie. Dipende tutto dalla destinazione e dall’uso che si fa del prodotto, senza tralasciare la componente normativa che regola la produzione in questo settore, sempre più stringente».

Un impegno sostenibile

Tutte le attività di Cerve sono regolate da un’etica sostenibile (altra caratteristica in comune con Eptacoat), rispettosa dell’ambiente e delle persone. Si consideri l’utilizzo, già negli anni 2000, oltre che dei prodotti vernicianti in polvere, delle vernici liquide all’acqua, allora già messe a punto e disponibili per il settore ma raramente utilizzate per diverse problematiche legate principalmente alle difficoltà applicative e alla limitazione delle tonalità. Oggi i laboratori Cerve ed Eptacoat lavorano sinergicamente e costantemente per sviluppare prodotti speciali a basso impatto ambientale, utilizzabili sugli impianti esistenti e con prestazioni equiparabili, se non superiori, a quelle dei prodotti tradizionali.

La produzione

Tutti gli stabilimenti di Cerve si avvalgono delle tecnologie Tecno5, divisione del gruppo che progetta, produce e installa macchinari dedicati a serigrafia, pennellatura o stampa digitale. La gamma di prodotti Tecno5 spazia da piccoli macchinari semiautomatici, a sofisticati equipaggiamenti elettronici con controllo integrato multiasse e dispositivi di essicazione UV.
Nello stabilimento di San Polo, in provincia di Parma, dedicato alla produzione di manufatti per il settore del casalingo, vengono effettuate, su vetro, decorazioni tramite serigrafia, pennellatura e stampa digitale.
Tutte le macchine che effettuano serigrafia e pennellatura sono rotative e possono applicare fino a un massimo di 8 (serigrafia) e 12 colori (pennellatura). I manufatti vengono dapprima sottoposti a una fase di pretrattamento per essere poi caricati automaticamente sulla macchina e movimentati da una tavola rotante, fissati a un tampone, alle stazioni di applicazione del colore in successione. I prodotti vengono in seguito scaricati automaticamente viaggiando su un nastro che li convoglia al forno di cottura. La serigrafia si effettua attraverso l’uso di due strumenti fondamentali, racla e clichè. La racla è una spatola in gomma che “preme” il colore sul clichè (telaio) nel punto in cui questo è a contatto con l’oggetto; la pennellatura effettua lo stesso procedimento utilizzando dei pennelli al posto di racla e clichè. Gli inchiostri richiesti per i processi descritti devono avere caratteristiche fisiche molto specifiche in quanto, una volta applicati sul manufatto, dovranno raggiungere in un solo secondo lo stadio di “fuori tatto”, fase dell’essiccazione in cui la polvere non viene più catturata dalla vernice, per poter accogliere il colore successivo.

CONCLUSIONE


«Il colore è ciò che diversifica un manufatto – conclude Massimo Santamaria – e non solo: soprattutto nel nostro caso, un prodotto verniciante deve avere determinate caratteristiche, oltre che estetiche funzionali. È per questo che non smettiamo mai di fare ricerca: la consideriamo un’attività parallela alla produzione. Disponendo poi di un laboratorio attrezzato, abbiamo la possibilità di collaudare e/o modificare tutti i prodotti che sviluppiamo in collaborazione con Eptacoat. Ed è un dialogo alla pari, molto efficace, che ci ha portato oggi ad avere dei prodotti esclusivi come quelli organici ad esempio, su cui abbiamo lavorato moltissimo anche per trovare una valida alternativa a quelli inorganici, che contengono metalli pesanti. Per quanto riguarda invece la stampa digitale, abbiamo sviluppato un primer che conferisce al manufatto delle caratteristiche eccellenti di resistenza ai lavaggi in lavastoviglie. Insomma, ci piace stare sempre un passo avanti, conoscere tutte le componenti di una formulazione e condividere un solido know how con il nostro partner Eptacoat, che sia sempre pronto a intervenire per trovare la soluzione migliore o per risolvere eventuali inconvenienti (ad esempio sostituire un prodotto non più utilizzabile e altro). La comunicazione è tutto».

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